Non proprio brevissima storia allegra

Voi non ci crederete, ma ve lo giuro, è andata proprio così: ero lì, davanti al computer, che infilavo la chiavetta usb per scaricarci dentro dei film e zac… era dentro, infilata dal verso giusto al primo colpo. Miracolo nella 34esima strada di Nuoro! Chi l’avrebbe mai detto! Mentre mentalmente ripassavo l’ordine dei parenti e amici cari da informare, pensavo intanto che se mi fossi sbrigata, avrei fatto in tempo a scendere in centro, oltrepassare le transenne della sfilata della Sagra del Redentore e correre lungo tutto il percorso con la chiavetta olimpica ben visibile in mano, doppiando tutti i gruppi in costume e arrivando con consumata eleganza in Piazza S.Maria della Neve, dopo aver fatto gli ultimi venti metri a rallentatore, per permettere agli operatori di Videolina di montare il servizio con la musica di Momenti di gloria in sottofondo. Ma è proprio allora che l’ho visto: in penombra, appoggiato allo stipite della porta. All’inizio l’ho scambiato per il mago Otelma, poi ho capito: il Karma. Aveva occhietti strizzati alla Clint Eastwood e mi guardava con un ghigno soddisfatto. Il maledetto. Capirete anche voi: la situazione richiedeva nervi d’acciaio e sangue freddo. Non so come ho fatto, io così impressionabile e impulsiva… forse il Culo dei Principianti, altro collega parecchio inviso al Karma, tant’è che avevo il piano: con nonchalance mi sono data un colpetto sulla spalla.


- Che c’è?
- Guarda là.
- Là dove?
- Là.
- Non vedo niente.
- Non lì, là.

E mentre guardavo di là, veloce come l’insediamento di un nuovo Consiglio Comunale, sicura di me come una Velina sul banco di Striscia la Notizia, ho sfilato la chiavetta e l’ho reinserita dall’altro lato approfittando della mia distrazione.

Potete immaginare: Il silenzio, il sudore freddo del dubbio, minuti interi di pathos che manco ai provini del Grande Fratello, e poi quel senso di sollievo nell’aria, la nebbia che si dirada: la sensazione salvifica di averla scampata grossa.

Il Karma se n’era andato. Sullo stipite un alone grigio. La Sfiga al suo posto: bella, solare, radiosa, con l’elenco dei santi da tirare giù al prossimo verso sbagliato della chiavetta. Affidabile, sollecita. Chi, come lei?!

- Era tanto che t’aspettavo. 
- Scusami, non mi sono accorta dell’ora: ero alla Sagra del Redentore. Alla sfilata dei Cavalieri.




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