VIV(i)A(n)







Ieri mi son vista questo film che mi sono regalata da sola e che mi son vista da sola, e quindi dato che c'ero, sempre da sola, mi sono anche fatta un altro film in testa, che è una sorta di sequel ma anche un prequel. A parte, che quando ho finito di vederlo, stavo così:

Ph. Vivian Maier

Comunque quando mi è passata la fase melò acuta,  ho pensato che se avessi a disposizione una macchina del tempo, e potessi per caso conoscere Vivian, sapendo di lei ciò che adesso so, piuttosto che conoscerla e frequentarla, mi piacerebbe capirla, e vorrei che fosse una vibrazione che ci colga entrambe, e che anche lei lo senta, che ha davanti qualcuno che sa di che sostanza è fatta. Perché per quanto misteriosa fosse, una cosa mi è parsa chiara alla fine: che vivere e morire soli sarà anche brutto, ma è molto peggio morire incompresi. E lei purtroppo lo sapeva. Che forse era l'unica viva in un mondo di alienati. 

Ph. Vivian Maier 




2 commenti:

  1. Mh, abituata ai tuoi ottimi consigli mi sono regalata anch'io questo dvd, ma sai che, guardandolo, sono rimasta inzuppata da una sensazione sgradevole per il modo in cui questa donna è stata letterlamente "smutandata" dagli ospiti del salotto chiamati a ricostruire la sua personalità. L'ho trovato fastidioso e pesante, come di qualcuno che cercasse goffamente di circoscrivere la libertà, o la vita, quando secondo me bastavano molte meno parole e che, come aveva scelto lei, che a parlare fossero le sue foto. A parte questo, sì: VIV(i)A(n)!

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    1. A caldo l'ho pensato anche io. Poi però mi sono resa conto che lo "smutandamento", oltre a darci l'idea di chi le vivesse accanto (gente veramente poco curiosa dell'animo umano) fosse un passo obbligato per capire la fine di Vivian: non è morta di solitudine, è morta di frustrazione, per non aver trovato persone in tutta la sua vita, capaci di saperla vedere, oltre che guardare.

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