Può salvarlo solo la tristezza

Nel 1955 Francois Truffaut scoprì su una bancarella di libri d'occasione Jules e Jim, e vide che era il romanzo d'esordio di un settantenne. Capì che la grazia di quella storia scottante poteva venire solo da una lunghissima decantazione, durata mezzo secolo, e dalla magia dello "stile telegrafico di un poeta che allinea le parole come un contadino laconico e concreto". Nasceva il ritmo aereo e terso del film; solo a volte Truffaut fermava un fotogramma trasformandolo per un secondo in fotografia, per mostrare che tutta quella vitalità e quel piccante brio avevano a che fare con la memoria. Come altre volte, successe a Truffaut di cominciare un film credendo che sarebbe stato divertente, "e strada facendo mi accorgo che può salvarlo solo la tristezza".

[da "Scritti galeotti", Daria Galateria /192]



Nessun commento:

Posta un commento