In..victa mia, un solo zaino

Quest'anno, mi è capitato di prendere spesso dei pullman verso le 8 del mattino. Così ho potuto osservare ad intervalli temporali costanti, il flusso degli studenti pendolari delle superiori. A parte l'omogeneità e l'effetto stampo su cui posso obiettare ben poco, dato che ai miei tempi l'allineamento era ugualmente evidente (lo sanno i miei genitori, che quando capitava venissero a prendermi a scuola, facevano fatica a riconoscermi, specialmente da dietro, perché avevamo tutti lo stesso giubbotto jeans e le stesse patacche ciondolanti attaccate allo zaino), mi chiedo: che fine hanno fatto, APPUNTO, gli zaini? Quelle sporte irrinunciabili per chi voleva perfezionare la scoliosi e doveva portarsi dietro 10 kg di libri, più il vocabolario di latino o greco, e che spesso divideva le masse in due scuole di pensiero: i Sevenisti e gli Invictiani. Quale oscuro mistero nascondono quelle micro borsette, rigorosamente firmate, che ho visto a corredo - nonché abbinate al colore dei capelli - di tutte le adolescenti di adesso? Cosa portano a lezione? Hanno un microchip dentro le ballerine, che gli permette di mandare impulsi al libro di storia a casa? Cosa c'è realmente dentro quelle pochette alla moda? Lo smartphone? O il vuoto esistenziale e culturale? Nescio, sed fieri et keep calm, I'm old.


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