Nero come il fuoco dopo che è passato.





Ci sono modi e modi di dire nero. Il nero è indubbiamente un colore. O forse è l’assenza del colore. 

Ma è anche molte altre cose. È l’umore tetro; è l’orlo delle nuvole cariche di pioggia; è la sofferenza dei vestiti di chi ha perso una persona cara; è il vuoto di una stella collassata; è un certo senso dello humor che non a tutti si addice; è l’eleganza di un tubino in una sera carica di aspettative; è il bagaglio giornaliero di uno spazzacamino; è la fame, quella vera; è la notte senza stelle; è il pessimismo più cupo; è il fondo di una padella; è la morte che vince la sua partita a scacchi; è il brutto anatroccolo; è il registro delle persone sospette; è il pane integrale; è il sangue rappreso. 

Poi però, c’è un altro tipo di nero. Il nero che si accompagna al bianco, il chiaroscuro che evidenzia l’abbronzatura in coincidenza col segno del costume. Quello è il nero che acceca, perché è quello che inconfondibilmente spiega. 

Adesso prendete una foto, preferibilmente desaturata, preferibilmente felice, magari della vostra infanzia. Adesso bruciatela ai bordi. Una cosa del genere. 



Vedete quel nero irregolare della bruciatura che avanza? Quella tristezza che vi prende quando il nero mangia i vostri ricordi? Riuscite a cogliere il momento in cui vorreste tornare indietro al momento in cui forse, avreste anche potuto non trovare l’accendino a portata di mano? Riuscite a cogliere il cinismo che vi si condensa nella bocca quando vedendo che il passato è andato, dite a mezza voce “macchissenefrega”? 

Quello è il nero. Il contrasto netto tra il passato e il presente, tra i ricordi e il futuro, tra la nostalgia e il disinteresse tagliente. 

Un eleganza fumosa e tetra che ti divora mentre ti accoccoli sulla sedia vuota e ancora calda delle illusioni in frantumi. Questo è il noir. Non un noir qualsiasi, ma il noir di Raymond.

5 commenti:

  1. l'ho letto qualche anno fa, e ricordo che è bellissimo, duro, non per signorine, Derek Raymond non lascia indifferenti

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  2. Bello sto gioco col nero :-) mancano i piedi neri e il ti faccio nero però

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  3. @franz: alla fine della lettura avevo le dita tutte lesse. :) No, Raymond non è per signorine delicate. :)

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  4. @a stare qui: manca anche "lavorare in nero", "nero di seppia", "Nero Perugina", ecc ecc :)

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  5. Grande recensione Noce! Non fa per me il nero...

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