Istinto di sopravvivenza





Nonostante le brutture del mondo,
nonostante i bagnanti, felici di non essere migranti,
nonostante l'ennesima edizione di Temptation Island,
nonostante la canicola,
nonostante la fatica,
nonostante la D'Urso,
nonostante l'immobilità degli eventi,
nonostante Dacca e l'immobilità dei corpi,
nonostante la mia non-vita,
nonostante voi e nonostante tutto,
non potrò dirmi definitivamente sconfitta, finché troverò un residuo emotivo che mi spinga a comprare queste cose.


135 euro, due libri. Per sfamare gli occhi e portarmi in vantaggio sul tempo che passa, nonostante me.


Qui e qui, i link di Google Immagini dei due libri, Perché Google Immagini? Lo scoprirete guardando. 

Pippe a forma di arancia




Se sei un adulto:

Da leggere nella Giornata Internazionale dei Buoni Sentimenti.
Poi dimenticarsene. Un pot-pourrì di banalità sulla vita e sull'amore. Insomma dài: siamo grandi per 'ste cose. Facciamocene una ragione.

Se sei un adolescente:

Ma sì, potrebbe gettare nuova luce sui tuoi genitori, questi sconosciuti. Potresti sorprenderti più benevolo nei loro confronti. Ma ci arriveresti comunque crescendo, ammesso che il tuo buon senso cresca di pari passo con la cellulite o la pancetta da cassa integrato.

Per gli amanti di Gaarder:

"Il mondo di Sofia" era molto meglio.


I diritti delle minoranze che non fanno paura a nessuno

Non altro faceva Hitchcock se non allargare delicatamente, elegantemente, questo solco "diverso", questo margine di mistero latente in ogni cosa intorno a noi, animata o inanimata. Non coltivava perniciose illusioni di amore e fratellanza universali, di trasparenza totale nei rapporti tra gli uomini, rispettava l'enigma privato di ognuno, il sia pur piccolo lato in ombra. Nel fondo del suo terrore si sentiva l'amore per il gioco parlamentare, per i diritti delle immense minoranze che non fanno paura a nessuno: anche tu, diceva a una tenda, a una chiave, a una donnetta scolorita, anche tu sei ambigua, doppia, elusiva, inquietante...
Il mondo piatto, sicuro, bene oliato, illuminato al neon cui tendono gli utopisti, i burocrati, i materialisti, gli scienziati, i progressisti, non lo interessava; o forse gli faceva paura. Intuiva forse che l'altra faccia di quella radiosa immagine del mondo era ben più terribile e terrorizzante del più nero dei suoi incubi gentili.

Fruttero & Lucentini, "La Stampa", 4 maggio 1980


[L'uomo sbagliato] Alfred Hitchcock, 1956




Quel che rimane

Al netto della storia e della leggenda, quel che rimane è sempre la cara e vecchia debolezza di scoprirsi un essere umano.

[Calamity Jane ~ Lettere alla figlia (1877-1902)]

80 anni di Woody





Nel marzo del 1964, presso il Mr. Kelly's di Chicago, venne registrato il primo monologo di Woody Allen, poi definitivamente inciso col titolo "Private life". 
Inutile dire che le premesse perché oggi, che compie 80 anni, lo ringraziassimo di esserci stato e di esserci ancora, c'erano già tutte ed erano già in abito da Gran Galà.

Dall'ultima volta che ci siamo sentiti ci sono stati, nella mia vita privata, molti mutamenti significativi, di cui stasera possiamo parlare. Per, come dire, valutarli. Ho cambiato casa. Comincio dall'inizio. Prima abitavo nell'East Side, a Manhattan, ma venivo continuamente rapinato, aggredito e sadicamente picchiato nelle gengive. Allora mi sono trasferito in un palazzo di Park Avenue, uno di quei palazzi col portiere in livrea, sorvegliatissimo, costosissimo e magnifico. Ci abitavo da due settimane quando sono stato aggredito dal portiere.
 
Non so cos'altro c'è di nuovo… Ah sì! Dall'ultima volta che ci siamo sentiti sono diventato una Società in Accomandita. L'anno scorso, ebbi difficoltà col fisico. Volevo dedurre dal reddito imponibile la spesa per lo psicanalista, in quanto "cure mediche", ma all'Ufficio Imposte Dirette mi dissero che rientrava sotto la voce "divertimenti". Si arrivò a un compromesso, rubricandola come "contributi religiosi". Quest'anno dunque ho fondato una società. Io ne sono il presidente, mia madre ha la vice presidenza, mio padre ne è il segretario perpetuo, mia nonna il tesoriere. Mio zio è nel Consiglio d'Amministrazione. Si sono coalizzati e hanno cercato di dimissionarmi. Io ho stretto un'alleanza di interessi con lo zio e abbiamo mandato mia nonna in galera.
 
Mi sono iscritto all'università, per laurearmi in filosofia.
Frequentavo corsi di filosofia teoretica, come "Verità e Bellezza" e "Introduzione a Dio", nonché "Propedeutica alla Morte". Fui espulso, alla fine del primo anno, perché sorpreso a copiare all'esame scritto di metafisica. Sbirciavo dentro l'anima del mio compagno di banco. In seguito alla mia espulsione, mia madre - donna molto sensibile - si chiuse in bagno e si fece un'overdose di pedine della dama.

Sono stato in analisi. Questo lo saprete già, sul mio conto. Da giovane, andavo in terapia di gruppo poiché non potevo permettermi una psicanalisi individuale. Fra noialtri nevrotici si disputava un campionato di baseball. Io ero il capitano della squadra dei Paranoici Latenti. Le partite si svolgevano la domenica mattina. Memorabile l'incontro fra Rosicchiatori di Unghie e Piscialletto. Vedere dei nevrotici giocare a baseball è uno spasso. Io, se commettevo un fallo, ero oppresso da sensi di colpa. Inoltre, ho un cugino al quale i miei genitori volevano più bene che a me, da piccoli. E questo mi ha distrutto. Laureatosi a pieni voti, mio cugino si mise a fare l'assicuratore. Si è sposato con una ragazza molto magra e sono andati ad abitare nei sobborghi, dove hanno ogni sorta di status symbols: casa di loro proprietà, automobile, pelliccia di visone, assicurazione contro il furto e l'incendio, assicurazione sulla vita. La moglie ha anche un'assicurazione sull'orgasmo. Se il marito non riesce a soddisfarla sessualmente, la polizza prevede un indennizzo mensile in denaro.
 
Non so cos'altro dirvi sul mio conto. Ho fatto lo scrittore e l'attore.
Scrivevo per la televisione. Per diventare attore frequentai una scuola di recitazione. Come saggio finale demmo Gedeone di Paddy Chayefsky. In Gedeone io facevo la parte di Dio. Mi immedesimai tanto nella parte - secondo i canoni di quella scuola - che la vivevo anche fuori scena. Ero divino. Veramente favoloso. Andavo in giro in doppiopetto blu. Mi spostavo in tassì da un capo all'altro di New York. Davo mance da padreterno, come avrebbe fatto Lui. Una volta litigai con un tale, e lo perdonai. Sul serio. Mi aveva pestato un piede e io gli dissi: "Cresci e moltiplicati!''
 
Ma non mi espressi esattamente così.

La verità, vi prego, sull'amore


Dicono alcuni che amore è un bambino
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo,
e alcuni che è un’assurdità,
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l’aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.

Assomiglia a una coppia di pigiami,
o al salame dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare i lama,
o avrà un profumo consolante?
E’ piangente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
E’ tagliente o ben liscio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull’amore.

I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l’ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta,
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po’ di pace?
La verità, vi prego, sull’amore.

Sono andato a guardare nel bersò;
lì non c’era mai stato;
ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l’aria balsamica di Brighton.

Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio,
e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
E’ un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
La verità, vi prego, sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull’amore.

~ Wystan Hugh Auden


[Addio]

Le tue parole
hanno fatto a brandelli il cielo
hanno distrutto il bosco
gli scoiattoli
i tuoi baci.
Nel mio corpo ci sono cinquanta milioni di cellule
d'ora in poi il loro ruolo sarà un altro
d'ora in poi penseranno in modo diverso
d'ora in poi si divideranno in modo inaspettato
d'ora in poi posso amare altri uomini e non te.

[I pesci non hanno gambe] Jòn Kalman Stefànsson

L'enigmistica del sentimento

[Cento poesie d'amore a Ladyhawke] Michele Mari

The funeral train

Un funerale nella metro. Si sarà mai visto? 
Un funerale in treno, sì, si è visto. A parte che "treno" significa anche "canto funebre", nel 1968 c'è stato il famoso viaggio ferroviario della salma di Robert Kennedy, da New York, dove si erano svolti i funerali, a Washington, dove fu inumata vicino a quella del fratello John. I ferrovieri, ribellandosi agli ordini dei servizi segreti, posarono la bara sugli schienali dei sedili in modo che fosse visibile attraverso i finestrini dalla folla che si dispose lungo i binari:

«Era l'8 giugno, un giorno caldissimo, un anticipo d'estate. Il viaggio durò più di otto ore attraverso cinque Stati: New York, New Jersey, Pennsylvania, Delaware e Maryland. Un milione di persone aspettava lungo i binari. Il treno si muoveva lentissimo, si fermava spesso per dare la precedenza agli altri convogli, impiegammo quasi il triplo del tempo che si impiega normalmente. Ma era la velocità giusta per un funerale. Quel treno è stato il vero funerale, quello dell'America, è durato un'intera giornata, era fatto per il popolo. Era il "funeral train".»

Così ha detto a Mario Calabresi Paul Fusco, fotografo di "Look Magazine", che era sul treno e scattò duemila fotografie alle persone che vedevano passare il loro mancato presidente. Pochissime di queste vennero pubblicate, allora. Sono state ritrovate in un archivio, quarant'anni dopo. Forse quello del funerale in metro non è un pensiero opportuno, da fare [...] io però sono in metro e sto pensando.


[M-Una metronovela] Stefano Bartezzaghi /165














 

Meanwhile in Virginia...



Qualche settimana fa, in Virginia, mentre faceva shopping a Richmond, un fotografo si è imbattuto in vari negativi chiusi in una scatola. Li ha ovviamente acquistati, portati a casa e sviluppati. Risultato: due giovani donne in riva al mare. Gli scatti sono sorprendentemente belli e risalgono presumibilmente agli anni '40-'50. E così, è partita la caccia alle sconosciute dei negativi. Un altro caso Meier? Non lo so. Certo è che le repliche come i remake, di solito non escono mai bene come gli originali. Al di là della riuscita delle foto. E poi perché per una volta, non confidare in un epilogo felice? Modelle e fotografo/a che finalmente raccontano in prima persona la storia che c'è dietro ogni scatto. Io ci spero.

Qui trovate anche le altre foto, e la notizia originale.